L’acqua minerale di Pausilya Therme è silenziosa testimone della sintesi storica avvenuta a Posillipo fra la cultura occidentale del benessere greco-romano e quella del lontano Oriente, risalendo alle induiste origini vediche del mito di Mithra.
L’Induismo è la più antica delle principali religioni del mondo. Tre le divinità principali del Pantheon induista, che prendono insieme il nome di Trimurti: Brahma, Vishnu e Śiva. Brahma rappresenta il creatore, Viṣhṇu il conservatore e Śiva il distruttore all’interno del ciclo dell’esistenza. Sono i tre aspetti fondamentali del Divino, Brahman, dio privo di attributi, il tipo di divinità somigliante agli dei delle religioni semitiche come l’Islam o il Giudaismo.
A differenza del Cristianesimo, e dello Śivaismo e di altre confessioni induiste, i seguaci Vaishnava credono che Dio si incarni ogniqualvolta vi è un declino dell’etica e della morale e il prevalere delle forze negative.
Il dio Mithra compare come espressione divina della legge nei millenari libri religiosi Veda dell’antico pantheon indiano. Nasce, in alcune scritture indù, come uno dei 23 avatar (incarnazioni) di Vishnu, garante dei patti. Il suo nome originale ha il significato di “amico per mezzo del patto”. Mitra (o Mithra) è sommo garante di giustizia e difensore della verità, come evidenziato dal suo nome che significa “patto”.
Mithra è poi assurto molto più tardi a divinità centrale in Persia. Il nome originale di Mithra con il relativo significato di “patto” rimarrà invariato in persiano antico.
Il mitraismo o mithraismo fu un’antica religione ellenistica, basata sul culto di un dio chiamato Meithras, che apparentemente deriva dal dio persiano Mitra (mutuato con Ahriman, il dio che uccise un toro), e nello Zoroastrismo monoteista è associato ad Ahura Mazda, il Signore. L’origine del Mitraismo è da identificarsi nell’area del Mediterraneo orientale intorno al II-I secolo a.C..
Il culto di Mitra a Roma iniziò ad attrarre attenzione verso la fine del I secolo, probabilmente in corrispondenza con la conquista dell’allora zoroastriana Armenia.
Tra i tanti culti di derivazione orientale interpretati in senso misterico, quello di Mitra sarà praticato in prevalenza da schiavi, gladiatori e militari. Intorno al 200, il Mitraismo si propagò all’interno di tutto l’esercito romano, come anche tra commercianti e schiavi.
Questa religione venne praticata anche nell’Impero Romano, a partire dal I secolo a.C., per raggiungere il suo apogeo tra il III ed il IV secolo, quando fu molto popolare tra i soldati romani per poi diffondersi anche tra i ranghi più elevati dell’élite romana.
Gli imperatori romani nel III secolo incoraggiarono il Mitraismo, per il supporto che esso offriva alla natura divina dei monarchi.

Presso la religione induista, Vishnu (Devanagari) è uno degli aspetti di Dio, nonché la seconda Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Śiva), all’interno della quale è conosciuto come il conservatore. Viene più comunemente identificato con le sue incarnazioni, in particolar modo con Kṛṣṇa e Rama.
Si può tracciare un parallelo interessante tra la trinità cristiana e le tre divinità principali del Pantheon induista. Spesso la Trimurti è venerata come un’unica deità, così come nella tradizione giudeo-cristiana di parla di Dio “Uno e Trino” al tempo stesso.
Un’altra visione di Vishnu: è Dio nella sua forma di protettore dell’Universo. Gli aspetti Divini di Vishnu o Śiva sono semplicemente attributi impersonali di Brahman, Dio privo di attributi,

Il Mitraismo è generalmente ritenuto essere di origine persiana, specificatamente una emanazione della cultura zoroastriana. Non può tuttavia essere messo in relazione con gli insegnamenti di Zoroastro, in quanto questi era un monoteista e per lui Ahura Mazda era l’unico dio. Tuttavia, esiste un racconto di Ahriman, il dio del male in sviluppi popolari dello Zoroastrismo, nel quale uccide un toro.
Verso il I secolo, lo storico greco Plutarco scrive che i pirati della Cilicia praticavano riti mitraici intorno al 67 a.C.. Probabilmente dai primi contatti tra l’esercito romano ed i pirati cilici, il culto del Mitra persiano, mutuato con Ahriman, il dio che uccise un toro, passò a Roma.
Un possibile legame tra la Persia e Roma, che potrebbe aver fatto da tappa per questi mutamenti, potrebbero essere stati i regni dei Parti e del Ponto in Asia Minore. Alcuni dei loro regnanti furono chiamati Mitridate, che significa “dato da Mitra”
Le più antiche evidenze materiali per il culto romano di Mitra datano da quel periodo, in uno stato di servizio di soldati romani che provenivano dal presidio di Carnuntum sul Danubio, nell’attuale Ungheria (la provincia romana della Pannonia superiore). Questi soldati combatterono contro i Parti e furono coinvolti nella soppressione delle rivolte a Gerusalemme dal 60 al 70 circa. Ritornati in patria, eseguirono dedicazioni al culto di Mitra, probabilmente nel 71 o 72.
All’incirca nel III secolo, i culti popolari di Apollo e Mitra iniziarono a fondersi nel sincretismo romano e nella stessa epoca comparve il culto del Sol Invictus; nel 274 l’imperatore Aureliano (la cui madre era una sacerdotessa del Sole) rese ufficiale il culto di questa divinità, costruendogli un nuovo tempio e dedicandogli un nuovo corpo di sacerdoti (pontifices solis invicti): l’imperatore attribuì al dio le sue vittorie in Oriente.
Questo periodo segnò anche l’inizio del declino del Mitraismo: poco dopo l’Impero romano perse la Dacia e le invasioni dei popoli del nord distrussero molti templi lungo la frontiera dell’Impero, la principale roccaforte del culto. La diffusione del Cristianesimo all’interno dell’Impero, sostenuta dal favore di Costantino verso la nuova religione, fece la sua parte.